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7 maggio 2018

Smile Objects: gli oggetti di design degli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Verona

Ispirati al grande artista Fortunato Depero, nascono gli oggetti di design degli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Verona. Da aprile nel bookshop della Casa d’Arte Futurista Depero e presto nel nuovo spazio dedicato al merchandising di Rovereto. Smile Objects è il progetto realizzato per la Casa d’Arte Futurista Depero di Rovereto dagli alunni dell’Accademia di Belle Arti di Verona insieme a Marcello Cutino, docente del corso di laurea in Art direction and product design . Il progetto presentato il 17 aprile 2018 ha selezionato le creazioni di sei studenti dell’accademia che sono state realizzate ed esposte presso la vetrina del book shop della Casa d’arte Futurista Depero e il punto immagine Rovereto cultura e paesaggio. Le opere realizzate sono: Lampada Sky, interpreta in maniera poetica della cupola del Mart (Lin Jing) Sottobicchieri Campa, di cui il design si ispira alla bottiglietta del Campari Soda (Giulia Zardini) Memory per ricomporre le opere presenti all’interno della Casa d’Arte Futurista Depero (Giorgia Biancini) Segnalibri Stop il fermalettura, dalle siluette che ricordano cravatte, papillon e bottigliette (Giorgia Biancini) Torino, il teatrino: progettato per stimolare la fantasia dei bambini, è un omaggio alla poetica dei personaggi deperiani (Edoardo Pavoni) Doppio puzzle: gioco che riporta a fronte e retro immagini legate a Fortunato Depero (Daniela Botta) L’iniziativa si pone come obbiettivo lo studio e la reinterpretazione del patrimonio museale attraverso la realizzazione di souvenir di design. “Il souvenir che regala un sorriso e cattura un ricordo” è il motto del progetto. Smile Objects gode del sostegno scientifico di Accademia di Belle Arti di Verona, Mart, Casa d’Arte Futurista Depero e di Rovereto Cultura e Paesaggio partecipante all’iniziativa che ne cura la commercializzazione e la distribuzione. Oggi Smile Objects si pone come un’iniziativa importante che vede la collaborazione tra il museo e i giovani designer che studiano presso l’Accademia di Belle Arti come laboratorio creativo reale dove i progetti nati in ambito accademico e frutto di una stretta collaborazione con il museo approdano nel mercato dimostrando come la metodologia del Design come cosmo alla base del lavoro di ricerca effettuato dagli studenti abbia raggiunto la prova del mercato. Un traguardo importante che dimostra come la ricerca espressa in Accademia possa essere non solo opera formatrice negli studenti, ma anche suggeritrice di una nuova visione della realtà e del mercato.

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