L’onda anomala è l’articolo scritto da Marcello Cutino per il “Dizionario del Tempo del Virus” sotto la voce Impresa comparso sul sito web la città che sale associazione culturale che intende promuovere il dibattito pubblico su temi economici, sociali, culturali e politici. La sua attività è volta ad offrire riflessioni e proposte sui temi amministrativi delle città e, in particolare, di Verona.
L’articolo si propone come una prima riflessione sulle conseguenze dell’attuale emergenza del covid-19 e il mondo dell’impresa.

L’onda anomala

Già da tempo le imprese, soprattutto le piccole e micro imprese che caratterizzano in gran parte il tessuto industriale dell’Italia sono state abituate ad affrontare il mercato in un continuo saliscendi come il movimento delle onde. La sovrapproduzione, la concorrenza sempre più aggressiva di un mondo globalizzato, la polarizzazione verso mercati emergenti hanno reso sempre più fragile il mercato scatenando tra i paesi politiche protezionistiche, vere e proprie guerre commerciali. Le imprese, in questi anni, si sono attrezzate lavorando sull’ efficienza, la flessibilità e la duttilità, caratteristiche imprescindibili per affrontare gli alti e bassi di un mercato che non vede più strategie di lungo periodo ma di breve e brevissimo respiro. In questo contesto già di per se stesso tumultuoso si inserisce l’onda anomala del Coronavirus che per destino nasce in Cina, il paese che influisce maggiormente sia per la produzione industriale di componenti e prodotti destinati al mercato globale, sia per il suo stesso mercato tra i più importanti al mondo.

Questa onda anomala si è tradotta in conseguenze tangibili per le imprese già nel mese di gennaio quando vi è stata la serrata della provincia di Hubei, tra l’altro tra le più produttive della Cina , quando si è iniziato a percepire la mancanza di forniture essenziali per i processi produttivi di molte aziende sparse per il mondo, ma ha anche condizionato il mercato quando nelle principali fiere internazionali di gennaio e primi di febbraio in Europa  si è assistito l’assenza dei visitatori asiatici e americani , i primi legati alle disposizioni governative i secondi per la mancanza di coperture assicurative nei confronti dei loro viaggi per la presenza del Coronavirus. Ciò ha determinato un indubbio danno nei confronti delle migliaia di piccole, medie e grandi  imprese che avevano investito in queste fiere con l’inaspettata mancanza dei principali clienti internazionali.
L’onda poi cresce purtroppo per noi Italiani, quando diventiamo il secondo paese più colpito al mondo,  con i decreti che via via restringono le attività per poi farle cessare ad esenzione di quelle strettamente necessarie. A supporto di questa serrata generale, il governo per ora ha messo a disposizione due strumenti per le imprese: la cassa integrazione in deroga, la moratoria sui mutui e le scadenze fiscali, per un periodo di nove settimane la prima e di sei mesi la seconda.

Si parla  di eventuali finanziamenti , ma per ora quelli che offrono gli istituti di credito sono mutui a tasso agevolati garantiti dallo stato all’ ottanta per cento che comunque vengono erogati secondo un’ istruttoria dove i contorni di necessità sono tutti ancora da definire.
Quest’onda anomala , sta già colpendo duro gran parte dell’Europa e del mondo , e il Coronavirus come l’onda anomala conosce una velocità che pare non sia quelle delle decisioni e delle controversie sul finanziamento Europeo. C’è da augurarsi che l’Europa reagisca a questo scenario sia in termini finanziari a supporto dell’impresa sia soprattutto con una visione del nuovo mercato globale, garanzia questa di vero investimento per costruire un  nuovo scenario promettente. Se ciò non dovesse avverarsi conteremo oltre ai morti anche il triste elenco delle imprese fallite. 

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Marano di Valpolicella, 5 aprile 2020

Marcello Cutino

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